In cammino verso il mercato

La piccola carovana, che si dirigeva verso il foro boario, era ricca di vita e di suoni: muggiti, belati, campanelli su diverse tonalità, abbaiare dei cani e, ogni tanto, le grida degli uomini …

Un lento ma costante procedere, che avrebbe occupato tutta la giornata.

Quando possibile, si evitava di attraversare i paesi, passandoci attorno.

Il primo paese che si incontrava era Monale, a poca distanza dalla Cascina

Poi, seguendo il fondovalle, si incontrava la piccola Frazione San Carlo dello stesso paese, che si lasciava proseguendo verso Baldichieri.

La strada da percorrere era ancora lunga ….

Nessuno, però, si meravigliava di vedere la carovana al centro dell’abitato.

In effetti, sino alla diffusione del motore a scoppio, tutti usavano gli animali per muoversi oppure trainare la merce. Inoltre, era d’uso la transumanza, in occasione della quale si spostavano mandrie e/o greggi ben più numerose.

Si attraversava per molti chilometri un territorio ricco di vigneti sulle pendici delle colline.

Vigneti adesso scomparsi e sostituiti dai boschi (che però fungono da “polmone verde” ed assicurano una certa biodiversità).

Vista dell’abitato di Maretto

In effetti, all’epoca il vino costituiva un alimento piuttosto che una bevanda, utile ad integrare l’apporto calorico e facilmente conservabile.

Qualche sosta durante il cammino era d’obbligo, sia per riposare, sia per rifoncillare uomini ed animali.

Vettovaglie e fieno erano disponibili sul carro trainato dal cavallo.