E’ un’antica pratica della pastorizia, tipica nella zona del Mediterraneo e delle Alpi.
Consiste nella migrazione stagionale del bestiame, in carca di pascoli e zone climaticamente pià favorevoli, a seconda della stagione.
Esistono due tipi di transumanza:
- orizzontale, nelle regioni pianeggianti;
- verticale, tipica delle aree di montagna.
Ogni anno, in primavera e in autunno, pastori e pastore organizzano il movimento di migliaia di animali, lungo i tradizionali sentieri pastorali, muovendosi dalla pianura verso gli alpeggi estivi e viceversa.
Si muovono a piedi o a cavallo, guidati dai loro cani e talvolta accompagnati dalle loro famiglie.
Lungo il cammino servono luoghi di sosta, per far riposare uomini ed animali, al riparo da freddo ed intemperie.

Pratica ancestrale, la transumanza nasce da una profonda conoscenza dell’ambiente e comporta pratiche sociali e rituali legati alla cura, all’allevamento e all’addestramento degli animali e alla gestione delle risorse naturali.
Attorno alla transumanza si è sviluppato un intero sistema socio-economico, dalla gastronomia all’artigianato locale, alle feste che segnano l’inizio e la fine di una stagione.
Le famiglie hanno messo in atto e trasmesso la transumanza attraverso l’osservazione e la pratica per molte generazioni.
Anche le comunità che vivono lungo i percorsi della transumanza svolgono un ruolo importante nella sua trasmissione, ad esempio celebrando gli attraversamenti delle mandrie e organizzando feste.
La pratica viene trasmessa anche attraverso seminari organizzati dalle comunità locali, dalle associazioni e dalle reti di pastori e agricoltori, nonché dalle università e dagli istituti di ricerca.
La transumanza contribuisce quindi all’inclusione sociale, rafforzando l’identità culturale e i legami tra famiglie, comunità e territori, contrastando al contempo gli effetti dello spopolamento rurale.
Patrimonio immateriale dell’umanità.
Per le predette ragioni, nell’anno 2019 l’UNESCO ha riconosciuto la transumanza far parte del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, sulla base di una candidatura transnazionale presentata da Italia, Austria e Grecia (poi estesa nel 2023 ad Albania, Andorra, Croazia, Francia, Lussemburgo, Romania e Spagna).
Essa ha modellato le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi, dando origine a riti, feste e pratiche sociali.
Video presente sul sito del Ministero della Cultura
In materia:
- D. Cristoferi, «…In passaggio, andando e tornando…»: per unquadro delle transumanze in Toscana tra XII e XV secolo, «Rivista di Storia dell’Agricoltura», LIX (2019), 1, pp. 3-82.
- A. Mattone, P. F. Simbula (a cura di), La pastorizia mediterranea – Storia e diritto (secoli XI-XX), 2011.
Ciò per ragioni molteplici: logistiche, fisiologiche per il bestiame, difficile compatbilità con il traffico moderno, etc …
Quindi la transumanza tende spessp a limitarsi al percorso necessario per raggiungere l’alpeggio partendo dai punti raggiungibili con i mezzi di trasporto del bestiame.
Tratturi e prati stabili
In Italia, la transumanza si è sviluppata anche tramite le vie erbose dei “tratturi”, testimonianza – oggi come ieri – di un rapporto equilibrato tra uomo e natura e di un uso sostenibile delle risorse naturali.
Affinchè la transumanza possa esistere, è indispensabile la presenza dei “prati stabili”, e cioè i luoghi ove il bestiame possa alimentarsi durante il suo viaggio e nei luoghi di destinazione finale.
Il prato stabile rappresenta l’emblema del perfetto equilibrio tra natura ed esseri umani, tra rispetto dell’ambiente e produzione.
Un patrimonio ambientale, sociale, culturale ed economico che può cambiare il futuro delle terre alte, ma anche rigenerare i terreni esausti delle pianure, dove l’allevamento ha perso il contatto con la terra e l’agricoltura intensiva ha compromesso la vitalità dei suoli.

Puntare su erba, fieno, pascoli e sostenere il lavoro dei pastori significa trasformare l’allevamento: da settore con uno dei maggiori impatti sull’ambiente ad attività capace di contribuire nel combattere la crisi climatica.
Si tratta dunque di tutelare l’ambiente, la biodiversità ed il paesaggio.
Significa ridare vita e valore ad aree abbandonate o a rischio di spopolamento.
Salvare i prati stabili, i pascoli e i loro custodi non è un atteggiamento nostalgico o bucolico, non significa proporre un ritorno al passato, ma, al contrario, essere ben calati nel presente, consapevoli delle sfide attuali e con uno sguardo propositivo e concreto verso il futuro.
Eventi, vie, luoghi e tradizioni locali di transumanza
Senza pretesa di completezza, qui possiamo ricordare:
- Altopiano carsico del Lazio orientale situato in provincia di Rieti;
- Maremma;
- Sardegna (dove la transumanza avviene lungo le “tramudas”, le antiche vie dei pastori);
- Puglia e Molise;
- Bresanvido;
- Valli bergamasche;
- Casalserugo;
- Abruzzo (da cui proviene anche il pastore maremmano-abruzzzese);
- Trentino (i sentieri della transumanza);
- Val Senales;
La transumanza di un gregge, sosta alla frazione Barbone di Maretto (AT), dove ci troviamo

Alpeggio in Valfredda (conca di Bardonecchia)
Alpeggio nel Parc National de la Vanoise (Termignon, Francia)
Fotografie scattate nell’agosto del 2025, con (anomala) temperatura diurna oltre i 25 gradi, ad una quota di circa 2500 m.: le pecore cercano di farsi ombra.


























