Cascina “I due tigli”

La Cascina “I due tigli” (questo è il suo nome attuale) si trova nella frazione Barbone del Comune di Maretto (AT), nelle vicinanze dei paesaggi viticoli di Langhe-Roero e Monferrato, patrimonio dell’UNESCO.

La parte più antica dell’edificio, grossomodo quella centrale, compariva già sulle mappe napoleoniche (esattamente su quella qui riprodotta), testimoni della sua storicità.

Il nostro territorio (la Valtriversa) presenta una significativa diversificazione agricola ed un esteso patrimonio boschivo, che sul piano ambientale appare particolarmente importante, considerato altresì che si colloca a ridotta distanza dalla città metropolitana di Torino.

La Cascina “I due tigli” appartiene alla famiglia Appiano da almeno quattro generazioni (con riferimento da oggi).

Verso la fine dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, la famiglia esercitava l’attività di commercio del bestiame.

Tramite una costante e paziente attività di relazione sociali, gli animali venivano acquistati dagli allevatori siti nelle zone limitrofe e poi venduti principalmente al foro boario di Asti.

All’epoca, il cortile ed i terreni circostanti la Cascina brulicavano di vita: i capi di bestiame venivano raccolti attorno alla Cascina, per poi essere trasferiti al foro boario, che veniva raggiunto a piedi, formando una lunga e lenta carovana

(tipo quella riprodotta in foto)

Infatti, il motore a scoppio ancora non esisteva oppure, quando inventato, non era affatto diffuso il posssso di autocarri.

Agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, la Cascina versava in brutte condizioni. Iniziarono così le prime ristrutturazioni, volte a consentire l’abitabilità dell’edificio in un’ottica moderna.

Ciò nonostante, il trascorrere del tempo aveva lasciato i suoi segni, per cui si è reso necessario intervenire in modo significativo nell’anno 2024, effettuando un integrale consolidamento strutturale e sostitendo il tetto ormai più che vetusto.

Anziché sfruttare ad ogni costo il cosiddetto “superbonus 110%”, che avrebbe anche comportato alcuni pregiudizi all’edificio (come si spiegherà), si è voluto scagliere una via più rispettosa delle sue caratteristiche strutturali, in modo da valorizzarne – specie per quanto concerne gli spessi muri portanti perimetrali – le loro capacità isolanti, discendenti dalla natura del materiale con cui vennero costruite, la terra cruda.

Trattasi di un antico materiale da costruzione avente interessanti capacità di coibentazione termica (attualmente in fase di “riscoperta”), il quale tuttavia comporta naturalmente uno scambio di umidità tra interno ed esterno, che non va ostacolato mediante la posa dei moderni cappotti termici.

In effetti la terra cruda (e cioè l’argilla) possiede una grande capacità igroscopica: è un materiale in grado di assorbire la più grande quantità di umidità (vapore acqueo): se è presente in quantità eccessiva nell’ambiente verrà assorbito e, in caso contrario, ceduto.

Per tale ragione, sarebbe stato pregiudizievole isolare i muri perimetrali con un “cappotto”.

Altro valore della terra cruda è quello legato alla sua inerzia termica: l’argilla, a differenza di materiali isolanti quali il polistirene che sono leggeri, ha densità, peso e calore specifico molto alti: funziona bene per proteggere dalla calura nel clima. Inoltre la sua caratteristica è di accumulare calore e di rilasciarlo in maniera graduale per irraggiamento, il che diviene importante in inverno.

Per quanto corcerne la copertura (esteticamente risultano visibili i tradizionali “coppi piemontesi”), è stato integrato il sistema di raffrescamento – proprio del tetto “ventilato” moderno – con un antico sistema di ventilazione passante del sottotetto stesso.

Quest’ultimo è stato realizzato mediante un flusso d’aria che attraversa interamente il sottotetto, con immissione e uscita dell’aria da aperture collocate su pareti opposte alla stessa altezza dal piano di pavimento, oltre ad alcuni sbocchi dal tetto tramite lucernari (il che vagamente ricorda le “Torri del vento”).

Il raffrescamento estivo è ottenuto anche grazie all’ombreggiamento, di cui la Cascina gode grazie alla presenza di grandi tigli ed altre piante (tra cui un pergolato di glicine, che si sta ampliando), le cui fronde proteggono dall’irradiazione solare nel corso della giornata.

In definitiva, durante l’estate la Cascina è naturalmente fresca e non necessita affatto di condizionamento.

Per l’isolamento invernale, si procederà meglio in futuro, siccome attualmente la Cascina non viene riscaldata, salvo due stanze.


Le nostre (“casalinghe”!) idee stanno di recente trovando un riscontro nella comunità scientifica.

Finalmente, infatti, si inizia a parlare di “edifici salubri” in chiave moderna, dove l’attenzione non è più solo concentrata sul risparmio energetico nel periodo invernale, ma si guarda anche alla salute delle persone (ricambio naturale di aria all’interno del fabbricato, che evita muffe e la diffusione di batteri provocata dai sistemi di ventilazione forzata imposti dall’attuale idea di coibentazione estrema contro il freddo “polare”), al raffrescamento estivo, all’illuminazione naturale (che influisce sull’umore), etc..


La Cascina “I due tigli”, inoltre, ha aderito alla Comunità energetica SOLAR VALLEY, il che ci consente di consumare solo energia rinnovabile, da un canto, e promuoverne nel contempo la diffusione, dall’altro.

Partecipando infatti a tale Comunità energetica, di recente creazione, concorriamo ad assorbire la produzione di energia da fonte solare, proveniente da chi “in loco” ha effettuato investimenti al riguardo, che altrimenti verrebbe deprezzata, se semplicemente ceduta alla rete poiché non “autoconsumata”.

Insomma, la ristrutturazione così pensata vuole essere un modo di realizzare (anche grazie al PNRR) il risparmio energetico coniugando antichi sistemi con quelli moderni, nel rispetto delle caratteristiche costruttive ed estetiche del fabbricato.

La Cascina “I due tigli” ospita gratuitamente la sede dell’Associazione “Memorie Fori Boari”, il cui scopo è recuperare e condividere la loro memoria, operazione volta a recuperare la consapevolezza storica della società umana che li caratterizzava.

In effetti, sino al secondo dopoguerra, la nostra società aveva una connotazione prevalentemente agricola, ove la necessaria sobrietà rappresentava – per forza di cose – il modus vivendi comune che, se da un canto accompagnava per molti una vita di stenti e fatica, dall’altro preservava le risorse biologiche del pianeta, era necessariamente basato su un modello circolare, evitava gli sprechi e consentiva rapporti sociali sostanzialmente più semplici.

In un’epoca che si avvia sempre più celermente verso un annunciato disastro climatico, la sostenibilità e la circolarità economica divengono un elemento imprescindibile per tentare di mitigare il cambiamento a cui andiamo incontro.

L’Associazione è disponibile per visite gratuite alla Cascina “I due tigli” (su appuntamento), occasione in cui verrà raccontata la storia di chi all’epoca commerciava bestiame.