
Il foro boario forse più noto è quello dell‘antica Roma.
Sorgeva vicino al Tevere, nei pressi del porto fluviale, a poca distanza dal Circo Massimo.
Sopravvivono solo più i templi (dedicati a Portuno ed a Ercole Vincitore) che lo contornavano.

Anche nei tempi più recenti, il foro boario era spesso una parte del mercato ove venivano scambiate tutte le merci.

Per la sua peculiarità, se possibile veniva collocato in uno spazio separato, quanto meno nelle località ove esso era più strutturato
.
Oppure il mercato si tenava su una piazza del paese, divenendo un tutt’uno con la vita locale

Siccome in passato i trasporti rappresentavano una difficoltà (quanto meno sino al momento in cui vennero create le ferrovie) e comunque un costo, i fori boari avevano tendenzialmente un carattere locale.
L’ultimo a cessare la propria attività in Italia è stato quello di Cuneo.
Data la loro molteplicità, è pressocché impossibile trattarli tutti: ne presentiamo allora una scelta.
La documentazione reperita presenta una certa eterogeneità.
(i links possono portare fuori dal nostro sito, nel qual caso il materiale e le informazioni sono sotto la responsabilità e la proprietà di chi le ha pubblicate)
Uno sguardo ai fori boari di alcuni altri Stati è comunque interessante.


Questa immagine è tratta da detto archivio Ministero della Cultura.


Ogni mercato aveva le sue trattorie, luogo di ristoro, relazione e convivialità.
La nostra ricerca continua …
Se avete documentazione da segnalarci, saremo ben lieti di pubblicarla.
Non solo bovini …
Quando il motore a scoppio non era ancora stato inventato, cavalli e muli muovevano l’Italia.
Nei campi, lavoravano i bovini, ma spesso toccava ai cavalli (da tiro) e ai muli.











