Bologna foro boario

Inizialmente, il mercato del bestiame di Bologna si trovava nell’area antistante all’odierna cattedrale di San Pietro.

Poi il mercato fu mosso fuori dalle mura (la Cinta dei Mille), sino a quando la sua sede (nella zona detta “Montagnola”) per volere di Napoleone fu trasformata in zona per il pubblico passeggio.

Di conseguenza, il mercato – chiamato in dialetto “al marchè dal bisti“, il mercato delle bestie – venne nuovamente spostato in altra località (e cioè dove oggi si trova la piazza Trento e Trieste), dove vi rimase fino al 1880.

(fonte: Digital Humanities, cui appartiene la foto soprastante)

Nelle immediate vicinanze, esisteva la “Trattoria del foro boario“:

A mangiare andava al Foro Boario, la trattoria degli studenti, degli artisti e di tanti altri giovani di ogni sorta di partiti. In essa c’era un cameriere molto buono coi clienti (un reduce di Digione, che aveva combattuto coi Garibaldini e era rimasto anche ferito), Teobaldo Buggini, che faceva credito, specialmente agli studenti, se non erano pronti a pagare. Tra quei giovani chiassosi e spensierati, Giovannino perse il suo bel raccoglimento, si trovò con molti che si avvicinavano al suo modo di pensare, ai socialisti insomma, e fece alleanza con loro.

(fonte: bologna.online, che riporta anche altre interessanti notizie e citazioni letterarie)

(fonte: Storia e memoria di Bologna, cui si rinvia per interessante bibligorafia)

Successivamente, il mercato venne nuovamente trasferito, questa volta in un tratto dell’antico fossato tra Porta Lame e Porta Galliera, ove – edificato sulla base di un progetto del 1894, a cura del direttore dell’Ufficio Tecnico comunale ing. Filippo Buriani, con la collaborazione di Arturo Carpi e Giovanni Mantegazzini – venne inaugurato agli inizi del 1900.

Tale struttura occupa un terreno a forma di quadrilatero, con lato di circa 200 metri

Ha un riconoscibile ingresso monumentale ed era di grande capienza, potendo ospitare nelle stalle e nei piazzali al suo interno grossomodo 2.500 animali, tra bovini e suini.

La struttura rientra adesso nel Patrimonio culturale dell’Emilia Romagna (vedere la bibliografia ivi indicata).

Nel 1974 fu infine spostato a Santa Caterina di Quarto Inferiore.


In materia: G. Roversi, Per una storia del Mercato Bestiame di Bologna, in
“Annonaria“, 16, 1992, pp. 3-27.