
La razza bovina Piemontese è autoctona della nostra Regione.
Originariamente a triplice attitudine (produzione latte, carne e per lavoro), viene utilizzata oggi principalmente per la carne, per effetto della presenza di una iperplasia muscolare della coscia (detta “fassone” o “doppia coscia”).
Si tratta di un maggiore accrescimento muscolare (che interessa spalla, groppa e coscia), dovuta all’aumento del numero delle fibre e non al loro diametro.
Tale caratteristica risulta apprezzata in sede gastronomica, ma comporta comporta difficoltà in occasione del parto, cui si cerca oggi di rimediare con la selezione genetica.
La tipicità della sua selezione deriva dall’essere stata ottenuta in piccole aziende agricole, collocate in un territorio che (all’epoca) presentava estati secche ed inverni nevoci: condizioni climatiche inadatte a praticare l’allevamento al pascolo, secondo il sistama brado o semi-brado.
Il risultato è stato quello della creazione di una razza bovina a mole media, che trasforma bene la propria alimentazione in risultato utile alla macellazione.
La carne presenta un contenuto di grasso molto basso.
L’alimentazione è preferibilmente costituita da foraggi aziendali (verdi o essiccati, integrati da mangime, costituito da cereali o leguminose.
Oltre che in Piemonte, questa razza bovina è allevata anche in altre regioni italiane e all’estero.
In Italia nel 2017 era la terza razza bovina più allevata, dopo la Frisona e la Bruna Alpina, preferite oggi per la produzione di latte),
La storia e le caratteristiche della Razza Piemontese sono raccontate in un apposito museo, la “Casa della Piemontese” (situato a Carrù) ed approfondite in un apposito studio, curato dalla Regione Piemonte.
Insieme al dott. Guido Garnero (Anaborapi), vediamo quali sono le peculiarità e le qualità della razza bovina piemontese:
ANABORAPI è l’associazione che riunisce gli allevatori di bovini di razza Piemontese e cura il relativo albero genealogico.
Esso permette agli allevatori di tracciare e documentare con precisione le genealogie degli animali nonché di raccogliere dati dettagliati sulle loro attività riproduttive.
La selezione genetica avviene nel seguente modo:
- femmine di particolare pregio vengono ingravidate con inseminazione artificiale tratta da maschi parimenti pregiati (proveniente cioè dal centro genetico);
- i vitelli maschi così partoriti vengolo accuratamente valutati ed i migliori portati al centro genetico, dove (superata la quarantena sanitaria) vengono allevati ed osservati, in modo da comprenderne anche le qualità comportamentali (si prediligono animali miti);
- inzia una selezione di detti vitelli, che culmina (dopo circa 2 anni di vita) con la scelta dei migliori: questi ultimi saranno quelli il cui seme verrà prelevato ed usato per le successive inseminazioni artificiali, sia per quanto concerne le femmine “da selezione”, sia per tutte le altre.

foto su questa pagina: ANABORAPI, vedasi anche la sua galleria di immagini.
Le razze bovine sono comunque ben più numerose di quelle sopra indicate, come anche illustrato nelle schede preparate dall’Università di Padova, Scuola di Agraria Medicina Veterinaria, qui disponibili (non siamo purtroppo in grado di indicarne gli autori).